Circo con o senza animali: perché Stefano Orfei ha fatto così notizia?

In un recente articolo ho già parlato della notizia di Stefano Orfei che ha salutato per sempre la gabbia, concludendo così la sua carriera di domatore. Per fare un breve recap dell’accaduto, questa scelta del figlio di Moira, e la comunicazione adottata dalla moglie Brigitta Boccoli, hanno scatenato una grossa polemica tra circensi e appassionati di circo.

La notizia e le sue conseguenze non sono però rimaste confinate in ambito circense: questa è stata molto commentata sui social ed è stata ripresa anche da varie pagine e testate giornalistiche. Qualcuno titolava “Il Circo Orfei dice basta al circo con animali”, come se esistesse un solo “Circo Orfei” e come se la scelta di Stefano incidesse sull’intero mondo del circo; dimenticandosi, peraltro, che almeno metà dei complessi italiani ha già smesso di utilizzare animali negli spettacoli.

Prima di proseguire è fondamentale fare una riflessione per sgomberare il campo da equivoci. Spesse volte, tra addetti ai lavori e appassionati, quando si discute di circo senza animali, sembra che tutto si riduca a un dibattito sugli animalisti. Peccato che il punto sia proprio un altro, ed è proprio lì che risiede la vera ragione della viralità della scelta di Stefano.

Il circo senza animali e la sensibilità delle persone

Sarebbe estremamente disonesto da parte mia non riconoscere che il circo con gli animali riscuota ancora un buon consenso nel pubblico; lo testimoniano i tendoni pieni e le mani pronte a fare video durante il numero di gabbia o durante la parata esotica. Il punto è che questo consenso sta via via diminuendo. L’avversione al circo con gli animali cresce e crescerà ancora: basta leggere i commenti sotto i post dei complessi italiani. La domanda più ricorrente è sempre la stessa: “ma ci sono animali?”.

Qui non c’entrano gli animalisti. La questione riguarda un cambio generale di sensibilità verso gli animali che non tocca solo il circo. In passato si parlava pochissimo di dieta vegetariana e vegana; oggi supermercati e ristoranti cercano quasi sempre di offrire alternative a chi sceglie questi percorsi alimentari. Il motivo è semplice: queste persone rappresentano ormai una fetta rilevante del mercato. Se fossero del tutto minoritarie, sugli scaffali non troveremmo prodotti in quella direzione. Ma non solo, esistono anche persone che pur non abbracciando totalmente questi stili di vita, vi si approcciano in parte, condividendo i principi di fondo. 

Allo stesso modo, negli anni è aumentata la sensibilità verso gli animali domestici, verso gli allevamenti e, più in generale, verso il trattamento degli animali a 360 gradi. La società si sta muovendo sempre più verso un nuovo paradigma nel rapporto uomo animale.

Circo senza animali: riflettiamoci

Spesse volte sul circo viene buttato fango inutilmente: chi parla e accusa i circensi di sfruttamento, il più delle volte non ha mai nemmeno visto un circo né visitato gli animali che il circo stesso ospita. Il binomio circo sfruttamento sembra essere qualcosa di sedimentato che scatta in automatico in una parte dell’opinione pubblica.

Questo però non significa che il problema non esista: online circolano parecchi video di violenze sugli animali nei circhi o di animali detenuti in condizioni pietose; video che spesso arrivano dall’estero, dove i controlli sono meno stringenti. Al netto di questo, è davvero difficile convincere l’opinione pubblica del contrario, specialmente in un momento in cui la sensibilità collettiva e la visione del rapporto uomo animale stanno cambiando.

Ed ecco che arriviamo al focus della questione: giornali e pagine online riprendono notizie che permettono di generare click, interazioni e discussioni, e lo fanno perché sanno benissimo che il tema genera interesse. Il tema del circo con gli animali è un tema divisivo che crea subito dibattito. Quello degli animali è un argomento caldo, capace di suscitare empatia e di spingere l’utente a commentare. Spesso, a chi scrive questi post, non interessa nemmeno approfondire la notizia e capirci di più: interessa soltanto generare click e polemiche, non certo fare informazione di qualità.

Conclusioni

Il circo con animali non è un semplice argomento: si parla di vita, di lavoro e di tradizione ed è una questione che merita rispetto, al di là dell’essere d’accordo o meno sul tema. Però non può essere una questione che viene vista in maniera dogmatica e immobile: non si può non guardare al mondo che sta cambiando, non si può fare finta di nulla.

Il cambiamento non si può fermare e resistergli può essere molto pericoloso: si rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa di alcune imprese circensi.