Dopo circa un annetto che scrivevo per CircusNews, avevo scritto un articolo dal titolo eloquente “Circus News odia il circo (per chi vuole solo complimenti)” e oggi voglio tornare sul tema. Quando ho scelto di aprire CircusTalks, ero consapevole delle critiche che avrei attirato e il motivo è molto semplice: per alcuni circensi, gli amici del circo non possono criticare il circo. Peccato che questa sia un’assurdità senza senso. Vediamo insieme perché.
Il circo italiano e l’allergia alle critiche
Un articolo, e il relativo post, sul Circo Bellucci ha scatenato un piccolo dibattito: pare che io abbia commesso un sacrilegio a criticare il circo in questione. Peccato che metà dell’articolo facesse notare gli aspetti positivi dello spettacolo e, lato critiche, mi sono solo permesso di dire che l’esotico era un po’ scarno e che la durata dello spettacolo non era idonea a un circo di quelle dimensioni.
Onestamente mi sembrano delle critiche più che legittime ed espresse con educazione. La cosa più assurda è che in risposta a queste critiche mi è stato detto “Fai tu il circo e vediamo se sai fare meglio”. Che fa pari con un’altra critica che mi è stata mossa in passato: “non puoi commentare questo mondo perché non ci appartieni”. Qui, a mio avviso, c’è una grossa contraddizione. Un critico gastronomico non può recensire un ristorante se non è uno chef o se non possiede un ristorante? Un critico musicale non può recensire un album se non è esso stesso un cantante o un musicista? E potrei proseguire all’infinito con questo concetto.
Allo stesso modo: non vi capita mai di guardare un film che non vi piace? Uno spettacolo televisivo? Uno spettacolo in teatro? Queste cose si possono criticare e il circo no?
C’è una cosa fondamentale da ricordare: il circo vive di pubblico. Dobbiamo però considerare un aspetto: quello che si porta in scena, o in pista, può non piacere. Studi scientifici di marketing dimostrano che solo una quota ridottissima di spettatori (clienti) esprime la propria opinione con l’azienda in merito alla soddisfazione del prodotto (in questo caso, il gradimento dello spettacolo). La percentuale pare si aggiri tra l’1% e il 2%. Gli altri clienti non si lamentano con l’azienda di ciò che non gli piace, ma lo dicono ad altri clienti. L’effetto devastante di questa cosa è facilmente intuibile: può capitare che problemi legati a uno spettacolo non vengano mai riportati a chi lo spettacolo lo mette in scena, ma vengono dette ad altri clienti e si ha una conseguente pubblicità negativa.
L’amico del circo non è altro che uno spettatore, per cui al pari degli altri può esprimere la sua opinione in merito allo spettacolo e al circo in generale. In un altro commento mi è stato detto “Venite, non pagate, chiedete pure materiale e poi criticate”. Ecco, io parlo per me: se vado quattro volte, quattro volte pago il biglietto. Lo spettacolo è un lavoro e il lavoro si paga, e ho voglia di criticare lo posso fare proprio perché ho pagato e non devo nulla a nessuno. Lato materiale ho solo chiesto una volta una locandina a Darix Martini e due biglietti al Circo Acquatico Marins. Disponibilissimo a risarcire per questo materiale nel caso.
Il Circo che accetta le critiche
Ci tengo a una cosa fondamentale: su questo blog non ci sono solo articoli “negativi” come è stato detto, nella sezione recensioni basta leggere gli articoli invece di fermarsi al titolo. Le critiche sono sempre difficili da accettare e su questo non ci piove, la differenza la fa come si sceglie di affrontarle. Si può scegliere di chiudersi a riccio e non ascoltare o provare a confrontarsi.
Verso Natale mi è successa una cosa che mi ha piacevolmente sorpreso: a novembre scrivo un articolo molto duro su uno spettacolo. Il direttore di questo spettacolo mi ha scritto in privato invitandomi a vedere lo show e per confrontarsi sul merito delle critiche che ho mosso, dicendo di condividerne alcune ma non altre.
Altri circensi mi hanno scritto in privato apprezzando il mio espormi, i miei spunti di riflessione e la possibilità di confronto con punti di vista diversi. Tutto questo per dire cosa? La perfezione non è di questo mondo, per cui non esisterà mai una recensione totalmente positiva, se no non sarebbe una recensione. Fingere che sia tutto bello e che vada tutto bene non fa certo il bene del circo. Chi ha voglia di confrontarsi può tranquillamente continuare e leggere questo blog, chi preferisce fingere vada tutto bene può frequentare altri siti che per linea editoriale scelgono di non criticare mai.
