Il Magico Circo di Tayler Martini, in realtà, dovrebbe (sulla carta) debuttare il 2 aprile nella piazza di Montecatini. In realtà lo spettacolo viene già presentato nella piazza di Lucca, nonostante l’insegna e la pubblicità sia quell del “Circo sull’Acqua”. Quindi, se recensisco già lo spettacolo, non è perché ho la sfera di cristallo, ma perché ho avuto già modo di vederlo.
Sul pasticcio tra pubblicizzare “Circo sull’Acqua” e presentare “Il Circo Magico” tornerò in fondo a questo articolo, ma al netto di ciò posso dire che questo nuovo spettacolo della Famiglia Martini è una scommessa vinta.
Lo spettacolo de Il Circo Magico
Il nome parla da sé: il focus di questo circo è la magia, presentata principalmente dall’illusionista Gabriele Depetri, che occupa buona parte dello spettacolo. A guidare lo show nelle due ore sotto il tendone è il ring master-presentatore Tiziano Grigioni; quest’ultimo ha un’ottima presenza scenica: simpatico, spigliato e molto bravo anche nell’improvvisare con il pubblico. A volte risulta forzato nei pezzi scritti, ma nel complesso è una presenza estremamente piacevole e fondamentale per la riuscita dello spettacolo, essendo lui in prima persona a portare in pista alcuni trucchi di magia.
Come anticipavo, il vero protagonista dello show è Gabriele Depetri, che presenta molti numeri di magia che tengono lo spettatore col fiato sospeso. La parte comica è invece affidata al clown Dylan Minetti, che si cimenta anche in un numero di palo cinese. Altri numeri presentati sono: le cinghie aeree, un numero di verticali e la chicca dello show è il mano a mano, un numero talmente bello che è anche difficile da descrivere a parole.
Lo show, che vede la regia di Ottavio Belli, è molto gradevole, ben pensato e ben scritto; risulta chiaro che nulla è lasciato al caso. Non è il solito spettacolo di circo, è un po’ una novità: la magia la fa da padrone e i quattro numeri di circo tradizionale si incastrano perfettamente nel contesto. Non si presenta come un circo “troppo” per bambini, ma è pensato per un pubblico ampio. Per cui non posso che dire che Il Magico Circo è una scommessa riuscita.
Pubblicizzare il Circo sull’Acqua ma presentare Il Circo Magico
Come anticipavo, se ora posso recensire questo spettacolo è perché è stato presentato prima del debutto ufficiale. Per la piazza di Lucca, i manifesti annunciavano il Circo sull’Acqua, idem la pubblicità sui social, allo stesso modo il sito per prenotare i biglietti. Arrivato in piazza, le insegne erano quelle del Circo sull’Acqua. Fin qui, tutto nella norma.
Inizia lo spettacolo e il presentatore annuncia: “Benvenuti al Circo Magico”. Proseguendo mi rendo conto che effettivamente lo spettacolo non prevedeva l’utilizzo della pista acquatica, salvo qualche timido schizzo durante le esibizioni.
Via la storia dei pirati, via ogni riferimento al mondo acquatico, via il numero di cinghie con l‘acqua. Più guardavo lo spettacolo, più ero perplesso. Ma la pubblicità non diceva “Circo sull’Acqua”? Nella comunicazione c’era scritto “Circo sull’Acqua 2.0 presenta Magico”. Ma questo non basta, dato sui social venivano mostrati video con tutt’altri numeri e tutt’altro spettacolo.
Partendo dal presupposto che l’etica della comunicazione e le buone regole della stessa vogliono che si pubblicizzi un “prodotto” per quello che è davvero, e non sempre gli stessi video con uno spettacolo nettamente diverso, resta da sciogliere ancora un grosso ma. Immaginate di essere uno spettatore che si aspetta il Circo sull’Acqua e si ritrova due schizzetti e il Circo Magico. Cosa pensereste? E no, temo che “presenta Magico” sia troppo poco se nei video si mostra un altro spettacolo (come ammesso dagli organizzatori nei commenti).
Ci saranno ovviamente dei motivi per questa scelta, ma con il pubblico temo non sia stata gestita correttamente. Pensare di andare a vedere una cosa e trovarne un’altra non è il massimo. Il Circo sull’Acqua non può essere due schizzetti e basta, e i commenti degli spettatori su Facebook parlano da soli: “le immagini sono fuorvianti, lo spettacolo non c’entra nulla con quello che fate vedere”, “visto ieri, non c’è stato nulla di quello che proponete, perché?”, “comunque un bello spettacolo, ma non quello che mi aspettavo”.
Sarò anche un non circense, ma certe scelte, da spettatore, non le capirò mai.
Conclusioni
Al netto della scelta discutibile in comunicazione, Il Magico Circo è davvero un bel tentativo di presentare un prodotto originale e diverso rispetto al resto del panorama circense italiano, che ahimè si caratterizza davvero per poca innovazione. Però è necessario ricordare sempre una cosa: innovare è importante, ma comunicare correttamente e in maniera rispettosa nei confronti dello spettatore, è qualcosa di assolutamente imprescindibile.
