“Se c’è un circo di livello europeo in Italia è sicuramente Gravity Circus” è il titolo di un articolo scritto da Davide Vedovelli, pubblicato su CircusNews.it lo scorso 12 Gennaio 2025. Il titolo è eloquente e mette in luce una verità, più che condivisibile: Gravity Circus stacca di gran lunga tutti gli spettacoli di circo presenti in Italia.
Ho visto questo circo per la prima volta nel 2023 nella piazza di Empoli, ho avuto modo di rivederlo nel 2024, nel 2025 e ora a Novembre con l’ultima produzione portata in tournée. Per me, essere oggettivo in questa recensione sarà difficile: ritengo che Gravity rappresenti quasi totalmente la mia idea di circo, per me lo show diretto da Larry Rossante, è il vero volto che dovrebbe avere un circo nel 2025.
Gravity Show: Equilibrium Edizione 2025
Quella di quest’anno è la quarta produzione di Gravity che ho modo di vedere. Lo spettacolo si apre con il corpo di ballo, una pista piena e una carica esagerata: una chicca è il violinista che passa dall’intrattenere il pubblico nella hall, all’accompagnare l’overture dello spettacolo.
Il primo numero che apre lo show è la ruota della morte dei Rivera Brothers, segue un bel numero di Rola Rola, portato in pista da Ruben Medini. Si prende la scena Mister David (Davide Demasi) con una ripresa, segue un numero di magia presentato da Larry Rossante. Chicca dello show è la famiglia di Demasi che, tra giocoleria, salti e verticalismo, trasporta tutto il pubblico in strada ad assistere a un vero show nello show. Chiude la prima parte dello spettacolo il numero di cinghie aeree di Amanda Togni, che con la pista acquatica e il corpo di ballo, crea un’atmosfera magica.
La seconda parte riprende con il filo alto dei Trio Rivera, segue un bellissimo numero di tessuti di Elena; numero che inizia con la figlia di lei e che vede questo cambio generazionale al tessuto e il conseguente cambio di atmosfera. Per i miei gusti è uno dei numeri di tessuti più belli e coinvolgenti che abbia visto. Ritorna a prendersi la scena Mister David, segue Amanda Togni alla corda americana in un quadro di fuoco e, prima della chiusura con le moto acrobatiche, è il turno di Silke Pan.
L’artista svizzera alle verticali, rimasta paralizzata dalle gambe in giù, porta in scena un numero in cui le gambe non le servono: ma questo è più di un numero, è un esempio di rinascita, di resilienza, è un messaggio universale di forza. Il finale con il corpo di ballo, e tutti gli artisti in pista, è sempre d’effetto ed è la giusta chiusura per uno spettacolo veramente piacevole.
Considerazione su Gravity Show
Cercando di essere oggettivo, questa non è la migliore produzione di Gravity a cui ho assistito: in passato numeri come la ruota della morte di Crazy Wilson, il trapezio volante, le catene aeree e le pertiche, come anche balestre e coltelli di Donald e Vanessa Niemen, li ho trovati dei numeri più forti rispetto a quelli attuali. Allo stesso modo la spinta innovativa portata dalla sand art o dal rapper che improvvisava live, nello spettacolo attuale si sono un po’ persi. L’attuale numero di magia di Larry Rossante, lo trovo meno “forte” rispetto a quello visto nelle precedenti produzioni.
Ma al netto di questo, Gravity Show rimane un unicum in Italia: lo spettacolo risulta piacevole come pochi se ne vedono. Lo show si avvale di un vero corpo di ballo, di una pista rialzata che ne migliora la visibilità, di un impianto luci ben calibrato, ma soprattutto ha un presentatore che ti prende per mano e ti guida lungo questo viaggio.
Mister David merita una menzione particolare: non è un clown canonico, non è nemmeno un presentatore, lui gioca un campionato a parte. Tiene il palco, o meglio, la pista, in maniera eccelsa, è carismatico, ha degli ottimi tempi comici e rappresenta un modo di guidare lo spettacolo che è oggettivamente unico nel panorama circense italiano.
Conclusioni
Gravity Show rappresenta un modo di fare circo in modo moderno e non scontato, ma senza rinunciare alla classica struttura di alternanza dei numeri come avviene di solito nei circhi tradizionali. Questo circo prende una struttura classica di numeri tra loro non connessi da una storia e la fa evolvere in uno spettacolo completo, ben presentato, senza tempi morti, curato nei dettagli e che vale tutto il prezzo del biglietto.
