Circo Marina Orfei: come chiudere gli occhi e tornare bambino

Mi auto-denuncio immediatamente: scrivendo del Circo Marina Orfei della Famiglia Monti, non potrò essere oggettivo. Il perché è molto semplice: il circo della Famiglia Monti è il primo circo di cui io abbia memoria. Ma andiamo per gradi.

Probabilmente facevo le scuole elementari. Ricordo l’arrivo del circo in paese, era il Circo Monti. I muri si erano riempiti di manifesti rossi con scritte gialle e con questo grosso clown sorridente col guanto bucato. Cancellata bianca e rossa, chapiteau a due antenne bordeaux. Se chiudo gli occhi e faccio un balzo indietro di circa vent’anni, la mia mente va  all’equilibrismo con le spade di Marina Monti: è il primo numero di circo in assoluto che io ricordi così nitidamente.

Ricordo poi il numero di magia con il gioco delle monetine e quello della giacca, la giocoleria di Mike Monti, l’antipodismo di Sara Monti e sempre di Marina il trapezino. Alle elementari non avrei mai immaginato cosa sarebbe diventato il circo per me e non avrei mai pensato che, proprio grazie al Circo Monti, avrei scoperto il mondo degli appassionati di questo mondo.

Nel 2009 ero lì lì per fare gli esami di Terza Media. Dal 5 all’8 giugno, nel mio piccolo paese arriva un circo dopo infiniti anni di assenza. Era il Circo di Praga, nuova insegna della Famiglia Monti. Io costringo le mie amiche ad accompagnarmi. Quella sera il circo mi aveva lasciato qualcosa che non si è spento uscendo dal tendone.

Così, da buon curioso quale sono sempre stato, inizio a cercare su Internet e scopro CircusFans: da lì mi si apre un mondo, il mondo degli appassionati di circo. Da quel giugno 2009 a oggi, di tempo e di circhi ne sono passati, ma il Circo Monti, oggi Marina Orfei, avrà sempre un posto particolare nel mio cuore: sarà sempre il circo con cui è iniziato tutto.

Lo spettacolo del Circo Marina Orfei

Per queste feste natalizie ho scelto di fare un salto indietro nel tempo e rivivere la magia vissuta in quel lontano 2009. Ho raggiunto a Nardò il Circo della Famiglia Monti. Lo spettacolo di per sé è molto gradevole e soprattutto in linea con la grandezza del circo.

Lo spettacolo si apre con l’Alta Scuola di Cavalleria di Marina. Altri numeri presentati sono la giocoleria classica e bouncing di Simon e Michael Riva, l’ottimo cerchio di Sara Monti, che presenta anche un numero di Pole Dance, l’antipodismo e il Laser Man di Richard Zavatta. Chiude lo spettacolo un nutrito numero di animali esotici presentati da Roby Riva, che insieme ad Alex Spada si occupa anche della parte comica.

Ma i due pezzi forti dello spettacolo sono le più giovani: Emy Spada, figlia di Marina, e Serena Riva. La prima presenta un elegante e coinvolgente numero di trapezino, come la madre in passato. Serena, oltre a un bellissimo numero di Hula Hoop, ha raccolto il testimone di Marina presentando un numero di equilibrismo alle spade, numero ormai molto raro nelle piste del circo.

Ecco, mi è bastato vedere quelle spade in equilibrio sulla fronte di Serena per chiudere gli occhi, tornare a quando ero bambino e rivivere uno dei primissimi ricordi che mi legano al circo.

Conclusioni

Forse il circo è proprio questo: chiudere gli occhi e tornare bambini, e io tornando al circo della Famiglia Monti ho fatto esattamente questo salto indietro. Sono tornato quel bambino con lo zucchero filato, seduto in gradinata mano nella mano con il mio compagno di banco delle elementari. Sono tornato quell’adolescente che, dopo anni, tornava al Circo di Praga, senza minimamente immaginare che proprio quell’adolescente  il circo non lo avrebbe mai più abbandonato e che, anzi, sarebbe diventato una parte fondamentale della propria vita.

Grazie Circo Monti, grazie Marina per quelle spade in equilibrio.