Circo sull’Acqua: la pista acquatica è davvero necessaria?

Ho visto il Circo sull’Acqua di Tayler Martini più o meno quattro-cinque volte, sempre con uno spettacolo leggermente diverso. Tutte le volte ho trovato lo show, e il complesso in generale, molto gradevole e curato. L’ultimo spettacolo ho avuto modo di vederlo l’8 marzo nella piazza di Arezzo e mi è sorta una domanda: la pista acquatica è davvero necessaria alla qualità dello spettacolo? Per la risposta, andiamo per gradi.

Lo spettacolo del Circo sull’Acqua

Lo spettacolo attuale del Circo sull’Acqua non prevede più l’utilizzo degli animali olografici, come era stato in passato. Io onestamente condivido questa scelta: a mio avviso gli ologrammi non aggiungevano nulla. L’apertura è affidata a una voce registrata e alla presenza i pista del clown Dylan Minetti, segue subito un numero di antipodismo.

Segue una ripresa e l’adrenalina sale con un bel numero al filo alto, presentato nel classico stile sudamericano. Durante il riattrezzaggio della pista, il pubblico è intrattenuto dal canto live. Segue il numero della laser woman; numero che ho già commentato e che ritengo non debba nemmeno essere presentato in una pista di un circo. Inserito poi dopo un numero di filo alto, appare ancora meno comprensibile come scelta.

Dopo un’altra ripresa segue un numero di giocoleria classica, per poi passare alle cinghie aeree in cui l’artista impersona una sirena e in cui il numero di cinghie vede finalmente il coinvolgimento della pista acquatica, che fino a quel momento resta molto sullo sfondo. Chiude la prima parte la classica ripresa del cinema. Peccato che il clown non sia microfonato, cosa che compromette la buona riuscita della scena.

La seconda parte inizia con un adrenalinico numero alla ruota della morte. Ritorna poi in pista Dylan Minetti con un’originale ripresa con uno squalo e, a seguire, un ottimo numero di magia che rappresenta un po’ la chicca del Circo sull’Acqua. Dylan Minetti porta poi in pista il suo numero di palo cinese. Quando ero convinto che lo show fosse finito, è arrivato un numero che alza di gran lunga il livello di tutto lo spettacolo: un mano a mano con due artisti ricoperti d’oro. Ecco, solo questo numero vale il prezzo del biglietto.

Considerazioni sul Circo sull’Acqua

Lo spettacolo è assolutamente gradevole, scorre molto piacevolmente e presenta discipline varie che rendono lo spettacolo completo. Non ho molto apprezzato la parte di clownerie, ma temo che sia dovuto alla scelta delle riprese, rimaste le stesse che utilizzava Adriano Zambelli, a cui era affidato il ruolo del clown prima di Dylan Minetti.

In generale, nelle varie volte che ho avuto modo di vedere lo spettacolo di questo circo, ho trovato numeri più interessanti di quelli attualmente presentati: la contorsione nella sfera e le cinghie aeree di Sharyn Monni, il filo basso di Erik Niemen, la giocoleria di Willy Colombaioni oppure quella di Haven Niemen. Però al netto di tutto, considerando il filo alto, la ruota della morte, il numero di magia e il mano a mano, lo spettacolo è un ottimo spettacolo. Con un grosso ma.

La pista acquatica è molto ai margini dello spettacolo: non è centrale e “compare” solo nell’introduzione, nel finale e nel numero di cinghie. Per cui mi sono chiesto: e se questa pista non ci fosse? Ricordo che uscendo dallo spettacolo presentato a Livorno ho sentito uno spettatore dire: “questo non è un circo sull’acqua, ci sono giusto due schizzi”, e il rischio che altre persone possano pensare questo, con l’attuale spettacolo, c’è.

Capisco che in ottica di marketing e comunicazione utilizzare l’insegna “Circo sull’Acqua” aiuti non poco. Presenta, già dalla comunicazione, il complesso come originale e con uno spettacolo che si differenzia dagli altri. Se l’acqua non ci fosse, lo spettacolo sarebbe altrettanto di qualità e sarebbe ugualmente piacevole. Però la pista è come se non fosse davvero rilevante, come se l’elemento acquatico non fosse sfruttato a sufficienza.

Conclusioni

Tra ambiente gradevole e spettacolo con buoni numeri, il Circo sull’Acqua è un complesso assolutamente da visitare e che merita di essere visto. Al netto delle considerazioni, la scelta di Tayler Martini di tematizzare lo spettacolo penso sia una scelta vincente: tutte le volte che ho assistito allo spettacolo del Circo sull’Acqua sono uscito soddisfatto dallo chapiteau.